REPERTO n. XX67VK4

Scrive Tommaso Pincio dal Manifesto del 16 settembre 2006 su Against the Day, il nuovo capolavoro di Thomas Pynchon, «[…] Chi lo ha definito un libro senza capo né coda; chi un Moby Dick senza capitano Achab né balena; chi ha ipotizzato che nemmeno Pynchon capisce quel che scrive. […]» Evidentemente questi critici non hanno ben chiara l’esortazione magniloquente “Giù le mani dal postmodernismo!” Risulta chiaro, mi pare, che appena pubblicato finalmente in Italia, Against the Day sarà da divorare avidamente e farci fichi fichi tutti insieme.

ATD sarà la sciabola con cui difenderemo il postmodernismo da tramistiche concettuali scorie, epiche visioni romantiche, storie da raccontare [storie?? Ancora?]. Pynchon ancora una volta farà strabuzzare gli occhi alla Critica pronta ad immolarlo sull’altare della Dimostrazione della Fine Ingloriosa della Non Epica Postmodernista. ATD ci sbatterà sul muso una narrazione sgretolata, circolare, impossibile da circoscrivere in formulette da compendio, un poderoso vaffa all’idea di una qualsivoglia logistica raziocinante e sentimentale, all’inganno della suspence, all’inganno escatologico del celato, fino alla fine. A segreti da svelare. A pedine intellettive da far coincidere e ricongiungere A tutti i costi.

NO! Non vogliamo la pappa pronta del circo emozionale da equazione letteraria risolta.

Thomas! Sbattici in faccia i tuoi Sessanta trasposti e visionari. Esponici i frammenti dell’esplosione ciclopica della metafora storica! “voglio scriver questo, sperando che qualche critico-scrittore capisca quest’altro. Volevo dire questo, per dimostrarmi al passo coi tempi.” Metafora! Similitudine! Attualità! Corsi e ricorsi! Sposta trasla e incolla!

NO! Non stireremo mai la Storia a Nostro piacimento, uso e consumo.

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